Polemica assessore Minelli: "C'è chi sposta il piano dei diritti su quello della propaganda, lei l’unica a difendere diritti inviolabili"

2' di lettura 03/04/2021 - In seguito all’ennesimo attacco strumentale all’Assessore Simona Minelli, è giunto il tempo di prendere una posizione chiara e netta su questioni che, lungi dall'essere "partigiane" danno il senso vero del vivere in una comunità.

Con la monotonia del noioso sintagma dell' "anello debole", c'è chi tenta come può di spostare il piano dei diritti su quello della propaganda.

Non meriterebbe replica chi continua oggi a ritenere le questioni di genere come un discorso di nicchia, addirittura per certi versi quasi scabroso. Ma se la democrazia è fatta anche e soprattutto di consapevolezza, i cittadini hanno invece pieno diritto di conoscere che la coalizione che sostiene il Sindaco Stirati ben sa che un anello debole esiste davvero: è quello che misconosce che le battaglie per i diritti delle donne sono combattute per tutte le cittadine e i cittadini e in loro nome; l'anello debole è quello che continua oggi ad etichettare certe sacrosante posizioni di tutela come strumentali ed "ideologiche", caricando per di più il termine di chissà quale accezione negativa.

Quest’amministrazione ha ben chiaro quanto rilevante sia la tematica, tanto che la rappresentanza di genere in giunta e la più alta di sempre (50%) e la componente femminile è ben rappresentata anche in Consiglio.

Le questioni poste dall'assessore Minelli, come già da lei compiutamente spiegato in Consiglio a seguito di un’interpellanza del gruppo Lega, vogliono tutelare un interesse collettivo, oltre che i diritti di ciascuna donna.

Il Consiglio stesso e la maggioranza tutta si è già espressa approvando un ordine del giorno “prime azioni a sostegno delle donne come categoria maggiormente colpita dalla crisi”.

Stupisce piuttosto che la maggior parte delle tematiche relative al mondo femminile, ovvero a più della metà della popolazione italiana, vengano percepite da alcuni come tentativo di rendite di posizione, invece che come questioni che a qualunque osservatore privo di pregiudizi appariranno come talmente legittime da apparire quasi scontate.

Bene ha fatto quindi l’assessore a studiare attentamente la proposta di legge regionale, bene ha fatto nel non aver paura ad essere l’unica a difendere diritti inviolabili, bene ha fatto a portare la discussione sulla reale tematica.

La famiglia dell’articolo 2 della Costituzione non si difende negando i diritti della donna, di chi subisce violenza, di chi deve sempre giustificarsi per presunte colpe.

Forse il problema vero è che si vuole difendere un qualcosa in cui solo apparentemente si crede.

Per i gruppi consiliari

Emilio Morelli (Liberi e Democratici)
Mattia Martinelli (Scelgo Gubbio)
Giorgia Vergari (Gruppo Misto)
Riccardo Biancarelli (Democratici per Gubbio)
Francesco Zaccagni (Socialisti Civici e popolari)

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-04-2021 alle 10:52 sul giornale del 06 aprile 2021 - 141 letture

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