Primo anno di attività per la Bcc di Pergola e Corinaldo: il bilancio del Presidente Claudio Rovelli

4' di lettura 29/01/2019 - Lo scorso primo gennaio ha compiuto il suo primo anno di attività. Da poco più di un mese è entrata a far parte del Gruppo Bancario Cooperativo ICCREA. Per la Banca di Credito Cooperativo di Pergola e Corinaldo gli ultimi dodici mesi sono stati particolarmente intensi e frenetici.

Nato dalla fusione di due importanti realtà come le Bcc di Pergola e Corinaldo, che poggiavano le basi su una solida storia ultracentenaria e potevano contare su un’ampia diffusione nei rispettivi territori, l’istituto di credito si è ulteriormente consolidato ed ha fatto ingresso nel più rilevante Gruppo nazionale del credito cooperativo con tutte le carte in regola per giocare un ruolo di primo piano.

Questi due storici quanto delicati passaggi, per la Bcc di Pergola e Corinaldo sono stati condotti con equilibrio ed autorevolezza dal Presidente Claudio Rovelli: nominato a presiedere il Consiglio di amministrazione della Bcc di Pergola nel 2017, è stato poi confermato anche al timone del neonato soggetto bancario. Tra l’altro, con i suoi 39 anni Rovelli è il più giovane Presidente nell’ampio e variegato panorama del credito cooperativo italiano. Gli abbiamo chiesto di tracciare un primo bilancio.

Secondo me è molto positivo – spiega il Presidente – nonostante sia stato più impegnativo di quanto ci aspettassimo a causa delle attività straordinarie derivanti dalla partenza del Gruppo nazionale. Ci è stata richiesta una enorme mole di dati, ma la struttura ha risposto in maniera eccellente, con un impegno da parte di tutti che mi ha piacevolmente sorpreso. Per quanto riguarda il risvolto finanziario, anche se i dati 2018 non sono ancora definitivi andremo sicuramente oltre le previsioni del piano industriale a suo tempo stilato. Abbondantemente sopra le aspettative anche gli accantonamenti e tutto quanto concerne la protezione dai rischi. In pratica, in un anno abbiamo realizzato quanto si pensava di fare in un biennio. C’è poi un altro aspetto importante, che non era pianificabile: è il lato “umano”, quello delle relazioni personali. I dipendenti delle due banche venivano da esperienze professionali diverse, ma il livello di integrazione raggiunto all’interno del nuovo soggetto è stato eccezionale. Un fatto che ritengo non comune.”

L’adesione al Gruppo Iccrea è una svolta epocale per il credito cooperativo, che in precedenza godeva di totale autonomia e si rivolgeva al gruppo nazionale esclusivamente per la fornitura di alcuni prodotti e servizi. Col processo di autoriforma del credito cooperativo questo passaggio non poteva però essere rimandato.

La banca – precisa ancora Rovelli – ha compiuto tutto quanto possibile per farsi trovare pronta. Posso dire che ci siamo riusciti: nei rating della capogruppo ci è stata assegnata la classe migliore. L’intenzione, per quanto possiamo fare direttamente, è ovviamente di rimanere su questo livello, coniugando i vantaggi che derivano dall’adesione al Gruppo nazionale con il localismo che abbiamo nel dna. A questo obiettivo porremo tutta la nostra attenzione.”

Al Presidente abbiamo chiesto quali possono essere le prospettive per la Bcc di Pergola e Corinaldo.

Come richiesto anche da Iccrea – spiega – stiamo scrivendo il piano strategico per i prossimi tre anni. Intendiamo sviluppare progetti importanti sia per i soci che per l’intero territorio. Saranno aumentati in maniera rilevante – del 50% – i fondi per la mutualità, quindi beneficenza e sostegno di iniziative. In aggiunta ad altre azioni extra, rivolte verso infrastrutture ed attività sportive espressione della nostra area di competenza.

Aldilà dei pur importanti risultati economici, questi non possono restare fini a se stessi: è per noi fondamentale la ricaduta di effetti benefici sulle nostre comunità, è questo che differenzia il credito cooperativo dalla banca tradizionale. Sia Pergola che Corinaldo venivano da una storia più che solida in questo senso, la vogliamo ulteriormente migliorare.

E all’orizzonte ci sono ora interessanti novità, per un istituto che vuole continuare a crescere.

A novembre abbiamo richiesto alla Banca d’Italia di aprire un nuovo sportello e se – come sembra – la risposta sarà positiva, entro aprile avremo una filiale a Gubbio, quindi anche fuori Regione. Recentemente abbiamo assunto tre giovani, tutti della nostra zona, e probabilmente ne seguiranno altri. In un momento storico in cui molti chiudono o tagliano non mi sembra poco. Nella selezione del personale abbiamo posto una clausola, per la quale almeno metà dei convocati dovevano essere soci o figli di soci. E’ una forma di attenzione verso la compagine sociale – conclude il Presidente Rovelli – perché possano esserci sempre più reali vantaggi nel farne parte.








Questo è un MESSAGGIO PUBBLICITARIO - ARTICOLO A PAGAMENTO pubblicato il 29-01-2019 alle 23:59 sul giornale del 31 gennaio 2019 - 182 letture

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